La stola delle mura tesse il monte Pausolino fra il castello inferiore e il suo pari che svetta al colmo.
E' città di scacchi, ciliegie e umoristi.
Conosciuta per la Partita sulla piazza a riquadri bianchi e neri
e animata da pezzi viventi che ad anni alterni infiamma seguaci di Vieri e Rinaldo.
(A. Zaltron)
Marostica (VI)
Marostica vi darà il benvenuto con le sue maestose e antiche mura, i poderosi castelli e la Piazza dall’enorme scacchiera, su cui si disputa periodicamente la celebre Partita a scacchi a personaggi viventi, sfarzosa manifestazione in costume (vd. sezione “Rievocazioni storiche”). Nel Medioevo Marostica era un piccolo borgo che si snodava ai piedi del monte Pauso. Sul colle si ergeva il castrum, ossia un castello fortificato, reso assai temibile da un dongione costruito forse nel XII secolo. Di questo primo castello ci parlano pochissime fonti. Un documento, che riporta il patto tra Ezzelino II e Vicenza, nel 1218, rileva in esso una residenza signorile a più piani, addossata ad una torre e circondata da un girone, ossia da una cinta muraria che la proteggeva dagli assalti.
Il Castello Superiore
Fu il grave pericolo corso nel 1338, quando l’esercito della lega antiscaligera guidato da Rolando Rossi investì il Pauso, a convincere i difensori dell’antico castrum che le sue strutture non potevano più dirsi sicure per fronteggiare le nuove tecniche d’assalto.
Fu Cangrande II, nel suo breve ma attivo regime (dal 1352 al 1359), a costruire un nuovo castello. Lo fece sul vicino monte Pausolino, in posizione distaccata dal borgo, ma dominante le valli collinari e tutta la pianura.
Le mura e l’assetto urbano
Spetta a Cansignorio Della Scala il titolo di costruttore delle mura di Marostica e di ideatore del suo esemplare assetto urbano. Di lui non si può forse dire che fu un gran condottiero, come Cangrande, ma non gli si può neppur negare il merito d’esser stato un progettista di città ed un riorganizzatore civico. Il primo marzo del 1372 fu posata la prima pietra, ma già la fossa attorno al muro risultava scavata ed alla sua costruzione furono chiamati a partecipare tutti i cittadini. Cansignorio molto probabilmente fece iniziare in quello stesso anno anche il Castello Inferiore, in modo che la cortina muraria avesse al centro della base, come un gran trapezio, il palazzo fortificato di piazza, fulcro del potere cittadino, ed al vertice la rocca militare, come un vero cappello protettivo.
A congiungere le due strutture fu tracciata una cintura forte di pietra e cotto, dello spessore d’un metro e mezzo, ridotto ad uno alla sommità, con una sporgenza dietro ai merli per il camminamento delle guardie, ardita ed erta lungo i pendii del monte, costellata di venti torri aperte, posizionate ad intervalli regolari lungo il suo perimetro. Tre porte, due poste l’una di fronte all’altra (la Bassanese e la Breganzina), sono sull’asse est-ovest; una terza, quella Visentina, è quasi a ridosso della grande torre del Castello di Piazza, rivolta a sud.
Il Castello Inferiore
Fu eretto con accorgimenti e strutture tipiche di un’opera militare e, analogamente al Castello posto sul monte Pausolino, fu fatto anch’esso di grossissime e ben forti muraglie, con fori e merli, porte doppie e ferratissime. Costruito quasi nel mezzo della cortina muraria meridionale, a partire dagli anni Settanta del XIV secolo, il Castello ha ripreso tutti gli elementi dell’architettura militare del tempo, ma lo ha fatto con minor cipiglio rispetto alle altre fortezze, vestendosi con tratti di pacata eleganza, come s’addiceva ad un palazzo di piazza, destinato sì ad essere un fortilizio, ma anche quale residenza per il rettore del distretto.
Durante il dominio veneziano il podestà, supremo rappresentante del governo veneto, dopo un primo soggiorno nel Castello Superiore, trasferì in via definitiva la sua residenza in questa struttura di piazza, all’inizio del Cinquecento. Qui cominciò a riunirsi pure il Consiglio dei Trenta, organo rappresentativo della città. Il concentramento delle supreme funzioni governative passò nel Castello Inferiore, che divenne il punto di riferimento della vita cittadina per quattro secoli, tanto quanto durò la dominazione veneta.
Passeggiate e Portici
I portici fiancheggiano la piazza e le principali vie cittadine e attraverso essi è possibile raggiungere le quattro porte cittadine, visitando le botteghe che si affacciano sulla via e gli antichi palazzi che si sono affiancati nel corso dei secoli attorno all’attuale corso Mazzini.
Chiesa di S. Antonio Abate
La torre campanaria risale al XII-XIII secolo. Trecentesca, e per la precisione del 1383, è pure la fondazione di tipo monastico del primo impianto, ora visibile secondo le forme barocche assunte nel corso del XVIII secolo, tra il 1730 e il 1740. La chiesa conserva l’opera di Jacopo Bassano e Francesco Bassano il Giovane La predicazione di San Paolo in Atene del 1574.
Chiesa dei Carmini
Collocata al termine della suggestiva scalinata, la chiesa risale al 1618. Ora la chiesa viene aperta in occasione della celebrazione di matrimoni.
Scoletta del SS. Sacramento
Di fronte alla Chiesa di S. Antonio Abate si trova la Scoletta del SS. Sacramento fondata nel 1486, qui si conserva un antico affresco del 1535 sulla lunetta posta sopra il portone d’ingresso che la critica attribuisce a Jacopo Bassano.
Chiesa di S. Marco
Costruita per volere della comunità nel 1450 per onorare il Santo protettore della Serenissima repubblica, ora è sconsacrata. Dopo il restauro è ora sede di esposizioni e di incontri culturali.
Chiesa di Santa Maria Assunta
Collocata all’interno dell’antico centro cittadino prima dell’intervento scaligero, la pieve costruita nel XIII secolo mostra ora le forme assunte nel corso del rifacimento del XVIII secolo.
Convento di San Sebastiano
Fondato sui resti di un antico monastero del XIII secolo, il convento venne ampliato dai frati francescani, che lo ebbero in affidamento nel 1484. Nel 1806 fu sconsacrato da Napoleone e nei primi del ‘900 fu adattato ad abitazione di famiglie operaie. Ora l’intera area conserva parti di un antico chiostro; un portale, una bifora e un’iscrizione sono invece conservate presso il Castello Inferiore.
Nel 2002 Marostica è stata fregiata dalla Regione del Veneto del riconoscimento Città veneta della cultura. A memoria di questo importante premio l’artista Luigi Carron ha realizzato un bassorilievo in bronzo ora collocato all’ingresso del Castello Inferiore di Marostica, il fulcro nel corso dei secoli della vita cittadina.
Museo dei Costumi della Partita a Scacchi
Al primo piano del Castello Inferiore di Marostica, oltre alla sala del Consiglio Comunale (già della Repubblica di Venezia nel 1400), alla sala del Podestà e Sede Podestarile e alla sala delle Armi, si trova il salone con i costumi e le armi della Partita a Scacchi: vi si possono ammirare i Bianchi e i Neri della Scacchiera, i contendenti, la Corte del governatore, figlia e sorella, l’araldo, la nutrice e i vessilli, i falconieri, le torri e altro.
Info: Tel. 0424.72127 - ORARI APERTURA: 10.00 - 12.00/14.30 - 18.30.
Museo Cappelli di Paglia di Marostica
Le sale del Castello Inferiore di Marostica ospitano l’esposizione sulla storia della lavorazione dei cappelli di paglia a Marostica. Le tre sezioni in cui il percorso è suddiviso si occupano della descrizione storica della lavorazione della paglia a Marostica con il supporto di schede e della spiegazione del processo produttivo dal lavoro manuale a domicilio alla fase di confezionamento all’interno degli opifici con il supporto dei macchinari ospitati nelle sale, infine sono presenti numerosi prodotti finiti, dai cappelli alle borse. Grazie alla presenza di numerosi documenti, fotografie e testimonianze storiche l’esposizione testimonia lo sviluppo della produzione della paglia nel Brasile del sud a seguito degli emigranti. Servizi: visite guidate, attività didattica per le scuole. Ingresso gratuito.
ORARI APERTURA: Sabato 16.00 -18.00 Domenica 10.30 - 12.00/16.00 - 18.00.
Info: Assessorato alla cultura (Tel. 0424.479120).
Museo Ornitologico “Angelo Fabris”Collezione Massimino Dalla Riva
Il Museo Ornitologico, sito a pochi metri dal Castello Superiore (via Cansignorio Della Scala), è stato concepito per rispondere alla richiesta di sapere qualcosa di più sull’ornitologia e l’ambiente in generale. Il Museo, oltre ad esporre la Collezione Massimino Dalla Riva (una tra le collezioni europee di maggior prestigio, con oltre 1.000 esemplari perfettamente conservati) quale mostra permanente, è anche dotato di: Centro Visitatori, Aula di Didattica Ambientale, Bookshop, rappresentazioni multimediali e schermi per proiezioni interattive. Si svolgono regolarmente dimostrazioni di volo con i rapaci.
Info: Segreteria del Museo (Tel. 0424.471097)
http://www.museoornitologico.org/
ORARI APERTURA: Dal Lunedì al Venerdì, tutte le mattine e tutti i pomeriggi su prenotazione per scolaresche e gruppi. Sabato e Domenica: dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.30.
Borgo Giara e Marsan
Uscendo da Porta Bassano e dirigendosi verso nord, si imbocca la via Beato Lorenzino che conduce a Borgo Giara, dove sorge la chiesa di S. Maria Assunta, la più antica chiesa della città, con numerose opere di autori minori del XVII e XVIII secolo e la pala d’altare, riproduzione dell’Assunta del Tiziano. Tra le case del borgo spicca l’antica chiesa di S. Gottardo del XV secolo, un tempo sede di un convento di Agostiniane soppresso dai francesi come l’imponente convento dedicato a S. Sebastiano e S. Fabiano. Partendo da Borgo Giara, dirigendoci verso la strada per Bassano, giungiamo a Marsan, luogo ricco di attività artigianali. Dalla chiesa di questa contrada, salendo verso il monte, si raggiunge la Chiesetta di S. Agata (di probabile origine longobarda.
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