(Italiano) Il Cile ispira le Pmi vicentine

da IL GIORNALE DI VICENZA – Bassano del Grappa 19 ottobre 2011

INTERNAZIONALIZZAZIONE. Nel convegno di Bassano la direttrice commerciale del consolato illustra i vantaggi. Imposta fissa al 17% sui redditi e Pil in crescita del 5 per cento Condizioni ideali per investire «Ma ci sono pochi turisti italiani» ROBERTO ZUCCATO

Mano a mano che Regina Rodriguez Covarrubias snocciola le cifre, agli imprenditori veneti presenti nella suggestiva sala-cantina di Villa Ca’ Sette, a Bassano, vengono le lacrime agli occhi, o la bava alla bocca, a seconda da che parte la si vuol guardare. «La tassazione che il Cile applica alle imprese straniere è del 17 per cento – attacca la direttrice dell’ufficio commerciale del consolato generale del Cile – nel contesto di un’economia del paese che cresce di oltre il 5 per cento annuo e di un sistema di regole caratterizzato dalla massima chiarezza e sicurezza di applicazione».

CONVEGNO. Basta altro per convincere le imprese vicentine e venete ad andare a investire nel paese meno latino dell’America Latina? Basterebbe molto meno, per la verità. Eppure Aldo Rozzi Marin, console onorario del Cile e vicepresidente degli imprenditori veneti in Cile (ma lui, in realtà, è un avvocato con un avviato studio legale a Camisano Vicentino), ha voluto mobilitare l’ambasciata cilena, l’istituto Pro Chile col sostegno di Veneto marketing, per organizzare un convegno ad hoc proprio a Bassano, terra di confine tra Treviso e Vicenza, le due province che forse hanno portato più imprese a investire in quello strano paese che si estende per 4.200 chilometri dal deserto di Atacama alla Terra del Fuoco e che è compreso in un corridoio di un paio di centinaia di chilometri compresso tra le Ande e il Pacifico.

LE CIFRE. Regina Rodriguez ha proseguito nella sua analisi sciorinando una serie di cifre che indicano un rafforzamento del rapporto commerciale tra Italia e Cile. Ancor di più, tra Veneto e Cile, visto che da questa regione le esportazioni verso il Cile nel 2010 hanno sfiorato i 100 milioni di euro (per il 50% dovute a macchinari), in aumento del 46% rispetto al 2009. «Resta un po’ indietro il turismo – ha osservato la direttrice – perché di tutti coloro che sono venuti a visitare il Cile nel 2010, solo l’1% arriva dall’Italia. Oltre ai viaggi di lavoro, vi consiglio di venirci a visitare anche per diletto: il nostro è un Paese che vale il viaggio».

TESTIMONIANZE. L’on. Massimo Calearo Ciman, consigliere personale del premier sull’export, ha riconosciuto l’importanza del Cile quale base solida per un’ulteriore sviluppo degli affari verso gli altri paesi dell’America Latina. Roberto Zuccato, presidente di Confindustria Vicenza, opera in Cile con la sua Ares Line da diversi anni. «Tra le altre cose – ha ricordato – abbiamo dotato la Universidad de los Andes di tutte le sedute per le aule. Per esperienza diretta, posso dire che il Cile è il paese ideale per fare business, non solo per la certezza del diritto e per la sicurezza percepita anche nella metropoli, ma per la vicinanza di linguaggio e di costumi che unisce i due paesi». Sulla stessa lunghezza d’onda di Zuccato anche Daniele Boscolo, ad di Sorgent.e, azienda padovana che opera nel settore delle energie alternative, e i fratelli Stefania e Francesco Padoan, azienda trevigiana che produce serbatoi.

TURISMO. Di fronte agli auspici di Roberto Xausa, presidente di Veneto Marketing, che spinge per vedere nuovi turisti da queste parti, ci sono quelli della Rodriguez e del Cile, che offre mille opportunità. Tra queste, il Parco Omora nella Terra del Fuoco, laboratorio etno-botanico curato dal prof. Ricardo Rozzi, punto di partenza dall’isola di Navarino per la riscoperta della natura vera della Terra del Fuoco.

Mano a mano che Regina Rodriguez Covarrubias snocciola le cifre, agli imprenditori veneti presenti nella suggestiva sala-cantina di Villa Ca’ Sette, a Bassano, vengono le lacrime agli occhi, o la bava alla bocca, a seconda da che parte la si vuol guardare. «La tassazione che il Cile applica alle imprese straniere è del 17 per cento – attacca la direttrice dell’ufficio commerciale del consolato generale del Cile – nel contesto di un’economia del paese che cresce di oltre il 5 per cento annuo e di un sistema di regole caratterizzato dalla massima chiarezza e sicurezza di applicazione».

CONVEGNO. Basta altro per convincere le imprese vicentine e venete ad andare a investire nel paese meno latino dell’America Latina? Basterebbe molto meno, per la verità. Eppure Aldo Rozzi Marin, console onorario del Cile e vicepresidente degli imprenditori veneti in Cile (ma lui, in realtà, è un avvocato con un avviato studio legale a Camisano Vicentino), ha voluto mobilitare l’ambasciata cilena, l’istituto Pro Chile col sostegno di Veneto marketing, per organizzare un convegno ad hoc proprio a Bassano, terra di confine tra Treviso e Vicenza, le due province che forse hanno portato più imprese a investire in quello strano paese che si estende per 4.200 chilometri dal deserto di Atacama alla Terra del Fuoco e che è compreso in un corridoio di un paio di centinaia di chilometri compresso tra le Ande e il Pacifico.

LE CIFRE. Regina Rodriguez ha proseguito nella sua analisi sciorinando una serie di cifre che indicano un rafforzamento del rapporto commerciale tra Italia e Cile. Ancor di più, tra Veneto e Cile, visto che da questa regione le esportazioni verso il Cile nel 2010 hanno sfiorato i 100 milioni di euro (per il 50% dovute a macchinari), in aumento del 46% rispetto al 2009. «Resta un po’ indietro il turismo – ha osservato la direttrice – perché di tutti coloro che sono venuti a visitare il Cile nel 2010, solo l’1% arriva dall’Italia. Oltre ai viaggi di lavoro, vi consiglio di venirci a visitare anche per diletto: il nostro è un Paese che vale il viaggio».

TESTIMONIANZE. L’on. Massimo Calearo Ciman, consigliere personale del premier sull’export, ha riconosciuto l’importanza del Cile quale base solida per un’ulteriore sviluppo degli affari verso gli altri paesi dell’America Latina. Roberto Zuccato, presidente di Confindustria Vicenza, opera in Cile con la sua Ares Line da diversi anni. «Tra le altre cose – ha ricordato – abbiamo dotato la Universidad de los Andes di tutte le sedute per le aule. Per esperienza diretta, posso dire che il Cile è il paese ideale per fare business, non solo per la certezza del diritto e per la sicurezza percepita anche nella metropoli, ma per la vicinanza di linguaggio e di costumi che unisce i due paesi». Sulla stessa lunghezza d’onda di Zuccato anche Daniele Boscolo, ad di Sorgent.e, azienda padovana che opera nel settore delle energie alternative, e i fratelli Stefania e Francesco Padoan, azienda trevigiana che produce serbatoi.

TURISMO. Di fronte agli auspici di Roberto Xausa, presidente di Veneto Marketing, che spinge per vedere nuovi turisti da queste parti, ci sono quelli della Rodriguez e del Cile, che offre mille opportunità. Tra queste, il Parco Omora nella Terra del Fuoco, laboratorio etno-botanico curato dal prof. Ricardo Rozzi, punto di partenza dall’isola di Navarino per la riscoperta della natura vera della Terra del Fuoco.

Mano a mano che Regina Rodriguez Covarrubias snocciola le cifre, agli imprenditori veneti presenti nella suggestiva sala-cantina di Villa Ca’ Sette, a Bassano, vengono le lacrime agli occhi, o la bava alla bocca, a seconda da che parte la si vuol guardare. «La tassazione che il Cile applica alle imprese straniere è del 17 per cento – attacca la direttrice dell’ufficio commerciale del consolato generale del Cile – nel contesto di un’economia del paese che cresce di oltre il 5 per cento annuo e di un sistema di regole caratterizzato dalla massima chiarezza e sicurezza di applicazione».

CONVEGNO. Basta altro per convincere le imprese vicentine e venete ad andare a investire nel paese meno latino dell’America Latina? Basterebbe molto meno, per la verità. Eppure Aldo Rozzi Marin, console onorario del Cile e vicepresidente degli imprenditori veneti in Cile (ma lui, in realtà, è un avvocato con un avviato studio legale a Camisano Vicentino), ha voluto mobilitare l’ambasciata cilena, l’istituto Pro Chile col sostegno di Veneto marketing, per organizzare un convegno ad hoc proprio a Bassano, terra di confine tra Treviso e Vicenza, le due province che forse hanno portato più imprese a investire in quello strano paese che si estende per 4.200 chilometri dal deserto di Atacama alla Terra del Fuoco e che è compreso in un corridoio di un paio di centinaia di chilometri compresso tra le Ande e il Pacifico.

LE CIFRE. Regina Rodriguez ha proseguito nella sua analisi sciorinando una serie di cifre che indicano un rafforzamento del rapporto commerciale tra Italia e Cile. Ancor di più, tra Veneto e Cile, visto che da questa regione le esportazioni verso il Cile nel 2010 hanno sfiorato i 100 milioni di euro (per il 50% dovute a macchinari), in aumento del 46% rispetto al 2009. «Resta un po’ indietro il turismo – ha osservato la direttrice – perché di tutti coloro che sono venuti a visitare il Cile nel 2010, solo l’1% arriva dall’Italia. Oltre ai viaggi di lavoro, vi consiglio di venirci a visitare anche per diletto: il nostro è un Paese che vale il viaggio».

TESTIMONIANZE. L’on. Massimo Calearo Ciman, consigliere personale del premier sull’export, ha riconosciuto l’importanza del Cile quale base solida per un’ulteriore sviluppo degli affari verso gli altri paesi dell’America Latina. Roberto Zuccato, presidente di Confindustria Vicenza, opera in Cile con la sua Ares Line da diversi anni. «Tra le altre cose – ha ricordato – abbiamo dotato la Universidad de los Andes di tutte le sedute per le aule. Per esperienza diretta, posso dire che il Cile è il paese ideale per fare business, non solo per la certezza del diritto e per la sicurezza percepita anche nella metropoli, ma per la vicinanza di linguaggio e di costumi che unisce i due paesi». Sulla stessa lunghezza d’onda di Zuccato anche Daniele Boscolo, ad di Sorgent.e, azienda padovana che opera nel settore delle energie alternative, e i fratelli Stefania e Francesco Padoan, azienda trevigiana che produce serbatoi.

TURISMO. Di fronte agli auspici di Roberto Xausa, presidente di Veneto Marketing, che spinge per vedere nuovi turisti da queste parti, ci sono quelli della Rodriguez e del Cile, che offre mille opportunità. Tra queste, il Parco Omora nella Terra del Fuoco, laboratorio etno-botanico curato dal prof. Ricardo Rozzi, punto di partenza dall’isola di Navarino per la riscoperta della natura vera della Terra del Fuoco.